Guido Davico Bonino, Italo Calvino e la scrivania di Cesare Pavese


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Italo Calvino e Guido Davico Bonino

Guido Davico Bonino, docente universitario a Torino, famoso critico teatrale e scrittore, nato nel 1938, ha lavorato a stretto contatto con grandi personalità della cultura; personaggi straordinari che non in pochi hanno avuto la fortuna di conoscere. Ho avuto la fortuna di poter ascoltare le sue incredibili esperienze maturate in 17 anni di lavoro duro e appassionato alla casa editrice Einaudi, dal 1961 al 1978, intrapreso grazie a Italo Calvino

Bonino aveva 23 anni quando scrisse una recensione dei Nostri Antenati (trilogia curata da Calvino con i romanzi il visconte dimezzato, il barone rampante e il cavaliere inesistente, pubblicata da Einaudi nel 1960) per Giambattista Vicari, fondatore della rivista Il Caffè. Calvino lesse la recensione e telefonò a Vicari per avere un contatto di Bonino. Gli telefonò,  e successivamente gli propose di lavorare come praticante capo ufficio stampa nella della casa editrice di Giulio Einaudi. Calvino in quel periodo voleva lasciare il posto di Capo Ufficio stampa “per dedicarsi ai suoi libri” e da allora collaborò con Einaudi in qualità di consulente.

Bonino iniziò a lavorare alla Einaudi con il suo “coach” Calvino, seduto ad una scrivania speciale. Quella che sembrava un’orribile scrivania consumata e segnata da centinaia di mozziconi di sigarette era appartenuta a Cesare Pavese fino al 1950, anno della sua tragica scomparsa.

Cesare Pavese era stato amico e maestro di Calvino e gli dedicò una recensione entusiasta del suo “Il sentiero dei nidi di ragno” sulle colonne dell’Unità nel 1947: ‘il più bel racconto che abbiamo sinora sull’esperienza partigiana’. Tra Bonino e Calvino nacque un’amicizia unica, testimoniata dai tanti episodi ricordati da Bonino che ci parlano di Calvino maldestro al volante della sua macchina ma anche instancabile lavoratore. Nel corso dei Giovedì Rossettiani, manifestazione annuale che si tiene a Vasto (CH) organizzata dal Centro Europeo di Studi Rossettiani, Bonino ha raccontato aneddoti e esperienze maturate in quegli anni, impreziositi dalla conoscenza di grandi personalità della letteratura e dell’arte come Pier Paolo Pasolini, Eugenio Montale, Giulio Bollati, Norberto Bobbio, Natalia Ginzburg, Roland Barthes.

GUIDO DAVICO BONINO (al centro) PARLA DI ITALO CALVINO E DELLA SCRIVANIA DI CESARE PAVESE. ALLA SUA SINISTRA GIOVANNI TESIO, DOCENTE DI LETTERATURA ITALIANA ALL’UNIVERSITA’ DEL PIEMONTE ORIENTALE E ALLA SUA DESTRA GIANNI OLIVA, DOCENTE DI LETTERATURA ITALIANA ALL’UNIVERSITA’ D’ANNUNZIO DI CHIETI.

Guido Davico Bonino from Stefano on Vimeo.

 

incontri-con-uomini-di-qualita-396x550Tutti i sui ricordi sono stati raccolti da Bonino in un libro, pubblicato da Il Saggiatore tre anni fa, dal titolo “Incontri con uomini di qualità. Editori e scrittori di un’epoca che non c’è più”.

 


Autore dell'articolo: stefanolanzano

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