Come si diventa poeti?


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Il bacio della musa
Il bacio della musa

Come si diventa poeti? Una domanda veramente complicata, resa ancor più complessa dalla difficoltà di definire il mestiere di poeta. Chi è il poeta? Cosa fa? 

Tutti scriviamo e tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo scritto una poesia. Cosa rende una persona che scrive in versi un poeta a differenza di un’altra? Ricordo che a scuola, alle elementari, la maestra definiva poeta colui o colei che “vede e sente cose che gli altri non vedono o sentono”. Una specie di essere fantastico, un mago, un sensitivo. In effetti il poeta per antonomasia non si ferma alle apparenze, come la maggior parte degli uomini, ma “sente” le cose in maniera più profonda, forse più autentica. Certo, il poeta è soprattutto un artigiano della parola, che conosce i segreti della lingua in cui si esprime e che si è nutrito di poesie senza saziarsi mai.

Roberto Benigni nel film La Tigre e la neve del 2005 ci offre una risposta perfetta alla domanda “Come hai fatto a diventare poeta?”

 


Tu come hai fatto a diventare un poeta?

«C’era un boschetto. Un uccellino cominciò a volare e a cantare e a scendere sempre più giù. Volava e scendeva. Qui,  si posò sulla mia spalla, aveva scelto me in tutto il mondo. Avevo paura che andasse via e allora facevo finta di essere un albero, m’ero fermato. Intanto il cuore mi batteva nel petto, anzi mi sbatteva proprio. avevo voglia subito di raccontarlo alla mamma: “Mamma! Mamma! Mamma” lei è arrivata tutta impaurita (era bella aveva un vestito rosso…) “Mamma …un uccellino volava…poi…cantava… sulla mia spalla…a me…si è fermato qui..c’è stato un’ora..un uccellino!” e lei “Ah figurati! chissà che mi credevo.” E tornò a parlare con lo zio»

Ma era cattiva la nonna? Non le piacevano gli uccellini?

«No non era cattiva la nonna, le piacevano gli uccellini. Ma non era lei, ero io, ero io che non le avevo raccontato bene quello che avevo sentito. Che non le avevo sentire bene l’emozione che avevo provato. Rimasi talmente male che dissi ma ci sarà nel mondo uno che di mestiere trova le parole giuste? Che le sa mettere le parole in un modo che quando gli batte il  cuore a lui gli fa battere anche a quell’altro? Quel giorno decisi di fare il poeta.»

36636_pplCome non citare il capolavoro di “Il Postino” del 1994 diretto da Michael Radford e Massimo Troisi?. Per tutta la durata del film si respira poesia, L’amicizia tra il postino e Neruda scava nell’intimo della poesia, che dona una magia unica a un film davvero straordinario.

Troisi: “Pure a me mi piacerebbe fare il poeta.”
Neruda: “No, è più originale continuare a fare il postino. Almeno cammini molto e non ingrassi mai. Noi poeti siamo tutti obesi.”
Troisi: “Eh…però…con la poesia posso fare innamorare le donne…come, così…come si diventa poeti?”
Neruda: “Prova a camminare lentamente lungo la riva sino alla baia, guardando attorno a te…”
Troisi: “E mi vengono le metafore?”
Neruda: “Sicuramente.”


Autore dell'articolo: stefanolanzano

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