Il Tallone di Ferro di Jack London

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88-07-90033-4_London_Il Tallone di Ferro.inddIl Tallone di Ferro è un romanzo scritto da Jack London nel 1908. E’ un romanzo distopico, che tratta del potere dittatoriale dell’oligarchia negli USA e del tentativo di reazione di un gruppo di persone appartenenti al nascente Partito Socialista degli Stati Uniti d’America. L’ingerenza dell’oligarchia, nel mondo immaginato da London, è talmente opprimente da dirigere tutti gli aspetti della vita degli uomini e delle donne di qualunque ceto sociale.
Secondo la visione socialista dell’autore questo potere sarà sconfitto ma solo attraverso una presa di coscienza collettiva.

TRAMA.

A raccontare le varie tappe che porteranno allo scontro diretto con il potere è Avis Everhard, una “borghese pentita”. Figlia di un docente universitario Avis inizialmente assiste passivamente agli incontri in casa sua tra il padre e uomini della “buona società”. Tra questi uomini spunta Ernest Everhard, un giovane operaio idealista. Ernest è un ragazzo seriamente intenzionato a rovesciare il potere oligarchico americano e mondiale, che considera la panacea di tutti i mali. Convinto dello sfruttamento subito dai lavoratori a causa del potere (denominato Tallone di Ferro) dell’oligarchia, Ernest diffonde le sue teorie socialiste improntate principalmente sull’insegnamento di Marx.
Avis si innamora di Ernest e inizia subito a interessarsi delle condizioni degli sfruttati; si rende conto della realtà che la circonda e passa dalla sua parte insieme al padre, che a causa della sua scelta sarà costretto a lasciare il suo posto all’università e a occuparsi di lavori umili e sottopagati. Tra un susseguirsi di piani d’azione e desiderio di cambiare la società americana, Avis e Ernest vivranno sulla loro pelle l’escalation di violenza della Comune di Chicago in cui sfruttati e sfruttatori si scontreranno.
Il manoscritto di Avis si interrompe bruscamente nel corso della narrazione, lasciando in sospeso tutti i passaggi che determineranno la riuscita del loro intento.
Il racconto di Avis è commentato da qualcuno che decide di riproporlo moltissimi anni dopo, in un mondo in cui il Tallone di Ferro è definitivamente sconfitto.

PERSONAGGI PRINCIPALI.

Del personaggio di Ernest Everhard, sin dall’inizio del racconto, viene messa in risalto soprattutto la sua abilità di oratore. Leggendo i suoi scontri verbali con i diversi membri della borghesia e dell’oligarchia che si alternano nei luoghi di dibattito di Ernest emerge poco la sua “fisicità”, per lasciar spazio alla sua capacità di ragionare e vincere qualsiasi duello verbale. E’ proprio questa sua dote a colpire Avis; grazie ai suoi discorsi la ragazza inizierà ad interessarsi degli sfruttati e delle vittime del Tallone di Ferro e lo seguirà fino alla fine, nella lotta armata.
Jack London è riuscito a caratterizzare il personaggio attraverso le sue parole e non come guerriero armato (Ernesto Che Guevara forse deve il suo nome proprio a lui).

“Ha già dimenticato le promesse. Eravamo d’accordo nell’ammettere che l’uomo ordinario è egoista. L’uomo ordinario è quello che è. Ora invece lei parte per la tangente e vuol fare una distinzione fra quest’uomo e gli uomini come dovrebbero essere, ma come non sono in realtà. Ritorniamo sulla terra: il lavoratore, essendo egoista, vuole, del pari, avere tutto ciò che può prendere. Quando una cosa esiste in quantità limitata, e due uomini vogliono averne ciascuno la parte maggiore, nasce un conflitto d’interessi. E’ il conflitto che esiste fra capitale e lavoro, e è uno scontro inconciliabile. Finché esisteranno operai e capitalisti, litigheranno per la divisione del guadagno”

Avis Everhard è la voce narrante, una ragazza che passa da una vita piena di vizi e pregiudizi alla lotta per difendere gli oppressi. Non è una donna che si accontenta di seguire il giovane rivoluzionario di cui è innamorata; decide di “sporcarsi le mani” diventando uno dei punti di riferimento del partito socialista americano e guerrigliera. Si ritroverà nella drammatica Comune di Chicago nella duplice posizione di spia nelle fila del Tallone di Ferro e rivoluzionaria.

“Durante quel periodo mi stupivo molto della mia metamorfosi che, a volte, mi sembrava perfino inverosimile, sia perché forse ero cresciuta nella tranquillità di una città universitaria, sia perché ero diventata rivoluzionaria avvezza alle scene di violenza e di morte. L’uno o l’altro sembrava impossibile: se l’uno era vero, l’altro doveva essere un sogno; ma quale delle due cose era vera?”

Il Vescovo Morehouse è un membro della chiesa che trova nella missione di Ernest punti di contatto con l’insegnamento di Cristo. Accortosi di vivere nella ricchezza tralasciando l’aiuto ai più bisognosi, il vescovo inizia a girovagare per il paese e tocca con mano la . Finirà per essere perseguitato, emarginato e rinchiuso in manicomio. Morirà negli scontri della Comune di Chicago.

“Non dobbiamo dedicarci solo a far denaro: dobbiamo dare noi stessi, come faceva Cristo. tale oggi è il messaggio della Chiesa. Ci siamo allontanati molto, smarrendoci, dall’insegnamento del Maestro. Ci siamo consumati nel nostro lusso. Abbiamo innalzato il vitello d’oro sull’altare.”

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Jack London

Leggendo Il Tallone di Ferro si ha l’impressione di sfogliare un saggio storico più che un romanzo; gli episodi raccontati da London risultano davvero verosimili, a tratti profetici. Le teorie socialiste vengono sistematicamente spiegate attraverso esempi, e questo lascia emergere il punto di vista dell’autore.
I fatti sono estrapolati dalle memorie di Avis tramandate attraverso un manoscritto. I periodi sono brevi, diretti; un susseguirsi di azioni e denunce alla società dominata dall’oligarchia.


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