Leonardo Sciascia, Gli zii di Sicilia. Riassunto e recensione

FullSizeRender 2Gli zii di Sicilia è un’opera di Leonardo Sciascia, scritta tra il 1957-58. Inizialmente era composta da tre racconti, La zia d’America, La morte di Stalin, Il quarantotto, ai quali Sciascia aggiungerà nel 1960 L’antimonio.

Émile Zola, Il Sogno. Riassunto e recensione

IMG_3144Il Sogno (Le Rêve) è il titolo del romanzo scritto da Émile Zola fra il 1871 e il 1893. E’ il sedicesimo romanzo del ciclo dei Rougon-Mocquart (Il Ventre di Parigi, La bestia umana, Germinal ecc.) e fu pubblicato nel 1888.

Cos’è per Albert Camus una morte nella felicità

Che cos’è, per Albert Camus, «La morte felice»?. E’ una morte in cui il desiderio della felicità si placa, anzi si appaga nella accettazione della « assurda» condizione umana. Questa è una prima definizione di quella morte. Definizione approssimativa, lacunosa, oscura. Come del resto è approssimativo, lacunoso e abbastanza oscuro il romanzo, scritto tra il 1935 e il 1938, e abbandonato per mettere mano a « Lo straniero », il racconto lungo che darà a Camus fama e responsabilità di « maitre à penser ». C’è subito da chiedersi se « La morte felice », non mai pubblicato quando Camus era in vita, abbia una sua legittimità per così dire editoriale adesso che io scrittore è morto. Al suo apparire in Francia il romanzo postumo del teorico de « L’uomo in rivolta » suscitò non poche reazioni contraddittorie. Chi recriminava che il romanzo non fosse rimasto per sempre nel cassetto, e chi sostenne che di una personalità come quella di Albert Camus è bene che si conoscano anche gli intimi inediti, come appunto hanno deciso, con il consenso della vedova, la casa editrice Gallimard e qui da noi Rizzoli.
« La morte felice » è uno di questi inediti, e dichiariamo senza dubbi di sorta che si tratta di un inedito quanto meno suggestivo. Sebbene al livello specifico della poesia, l’opera appare monca, velleitaria e immatura, essa ci permette tuttavia di « leggere » la tormentata preistoria di Camus artista e pensatore. Anzi, per noi è proprio questa immaturità che conferisce a « La morte felice » la sua validità di documento, di autobiografia offerta nella sua patetica forma di confessione.
E’ noto che le esperienze fondamentali di un artista avvengono nella fanciullezza e nell’adolescenza: dopo, non è che un dare espressione ai motivi che cantarono acerbamente e inconsciamente in quel tempo irripetibile.

Riverbero

Riverbero
cadono le nuvole sulla testa dalla terra appena in fiore
primavera sbocciata dalla televisione
luce elettrica come quella serale
abbacina tristezza
solco ineludibile di parole dette da parenti di parto
come amici soliti del mercoledì feriale
ricerca di un argomento luce faro che guidi
con la forza di alzarsi la mattina col piede giusto
allucinante calarsi nel nuovo mondo appena scoperto da coloni idioti
venuti dal mare che puzza di cesso

Ritrovarsi troppo spesso in compagnia di vecchi pensieri che non invecchiano perché non hanno un corpo – su cui misurarsi – non hanno occhi – coi quali guardarsi allo specchio – e lo specchio è sempre stato dentro e loro lo sanno e usano me che li proietto sulle fronti di vecchi amici – vecchi corpi che fermentano dentro un pub con la TV accesa e le canzoni alte del mercoledì passato – a comando dolci note dolci notti e passano ancora e domani le nuvole forse non cadranno perché saranno più leggere – e chi può dirlo – chi avrà il coraggio di lasciar cadere l’idea di se stessi per sentire come cambia il rumore del loro corpo?

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