Émile Zola, Il Sogno. Riassunto e recensione


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IMG_3144Il Sogno (Le Rêve) è il titolo del romanzo scritto da Émile Zola fra il 1871 e il 1893. E’ il sedicesimo romanzo del ciclo dei Rougon-Mocquart (Il Ventre di Parigi, La bestia umana, Germinal ecc.) e fu pubblicato nel 1888.

La caratteristica di questo romanzo, per il lettore che conosce la produzione letteraria di Zola, è l’assenza dei temi che hanno reso celebre il naturalista francese: in Sogno non ci sono situazioni ispirate da fatti di cronaca o trame crude riprese da realtà sociali e . In questo romanzo Zola si concentra sul.
Angelique de resto è una trovatella che trova proprio nella religione l’unico appiglio per dare un senso alla sua esistenza. Attenzione, si parla di religione e non di fede, perché la religione intesa come sistema di regole da seguire comporta una serie di adeguamenti che finiscono per condizionare la propria vita.
La piccola Angelique resta folgorata dalla lettura de La Leggenda aurea, libro di Jacopo da Varagine nel XIII secolo, in cui si sforza di identificarsi con le sante del cristianesimo e letteralmente “sogna” di vivere un’esistenza come la loro, anzi, cerca con tutta se stessa di vivere come loro, con la speranza di essere l’eletta, una futura donna pura che si concede alla volontà di Dio.

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Cucire (1898) William-Adolphe Bouguereau (1825-1905)

Questa smania di seguire un codice comportamentale fortemente influenzato dai precetti cristiani non è per Zola un fatto positivo. Nella seconda metà del 1800 del resto si assisteva ad una rinascita del misticismo e della religiosità in Francia, in un epoca in cui era forte la spinta positivista a analizzare e interpretare la realtà secondo approcci nuovi e diametralmente opposti.
Questo abbandono alla religione condiziona la vita di Angelique a tal punto da renderla schiava del suo sogno.
La sua sottomissione alla religione finisce per annientare le sue reali passioni, finendo per incatenarla alla sua.
La ragazza infatti ha l’occasione di riscattarsi dalla sua umile condizione di ricamatrice innamorandosi del ricco Felicien. Sembrerebbe un abbandono alla passione e infatti la protagonista è tormentata continuamente dai sensi di colpa, dal pensiero di voler approfittare delle ricchezze materiali del giovane, tralasciando la sua vocazione.

«…Ma vi assicuro che io so: voi non potete essere che il più bello, il più ricco, il più nobile su questa terra: siete il mio sogno. Io aspetto tranquilla, e ho la sicurezza che il mio sogno si realizzerà.»

«Sì, sei tu il colpevole; e io ho commesso il peccato anche solo seguendoti…Noi abbiamo disubbidito e tutta la nostra vita è stata guastata»

La storia d’amore tra i due è inoltre ostacolata dal padre di lui, nobile e monsignore, che ha in mente un futuro roseo per suo figlio con una ragazza di pari estrazione sociale. Angelique è combattuta: vuole sposarsi con Felicien e contemporaneamente non vuole forzare una realtà che appare immutabile, frutto delle sue convinzioni e della sottomissione tipica di una credente come lei:

«A poco a poco, e a mia insaputa, l’umiltà e la rinuncia che hanno instillato in me vi hanno fatto massa: così, a ogni ritorno del mio peccato d’origine, la lotta era meno aspra, e io trionfavo su me stessa con maggiore felicità. Ormai è finita, sono riuscita a vincere me stessa…Oh, caro signore, vi amo tanto! Non facciamo nulla contro la nostra felicità! per essere felici bisogna sapersi sottomettere»

In un turbinio di passione e timore i due si sposano e il finale del libro lascia a bocca aperta il lettore che, come in un sogno, vede dissolversi l’anima leggera di Angelique.

TRAMA Angelique è una ragazzina che, dopo essere fuggita dalla famiglia adottiva, vaga senza meta per le strade. I coniugi ricamatori Hubert la notano sola che cerca di ripararsi dal gelo vicino la cattedrale di Beaumont e decidono di adottarla. Non hanno avuto figli e hanno alle spalle un matrimonio osteggiato dalla madre di Hubertine, che non vedeva di buon occhio il futuro marito della moglie. La bambina inizialmente è diffidente ma pian piano trova un ambiente famigliare adatto lei, fatto di cose semplici e lavoro. La piccola Angelique trascorre le sue giornate nell’abitazione degli Hubert, nei pressi della cattedrale. Da subito emerge il suo temperamento molto volubile: la bambina si dimostra preda facile di fantasticherie e desideri .
Legge instancabilmente La Leggenda aurea, libro di Jacopo da Varagine, in cui sono narrate le biografie dei santi cristiani; ne è talmente colpita da sognare di vivere un’esistenza simile a quella delle sante, fatta di violente tentazioni e tormenti, di fede inattaccabile ed espiazione.
Un giorno, mentre guarda fuori dalla finestra verso l’abbazia, nota un giovane intento a riparare una vetrata. Il ragazzo si chiama Felicien e Angelique si innamora presto di lui. Viene a scoprire che il ragazzo non è un umile operaio ma figlio del Monsignore, discendente della nobile famiglia Hautecoeur, in passato la più potente di tutta Beaumont.
Il loro amore viene ostacolato sia dal Monsignore, che sogna per lui l’unione con una ragazza benestante del posto, e sia dalla sua madre adottiva. Angelique, stremata dall’impossibilità di sposarsi con Felicien, si lascia andare pian piano ad una morte lenta. Proprio quando Monsignore le dà l’estrema unzione Angelique si sveglia e, presa il suo ritorno in vita per un segno divino, tutti acconsentono al matrimonio. Il giorno delle nozze però Angelique morirà appena varcata la soglia della cattedrale.


Autore dell'articolo: stefanolanzano

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