“L’estate del cane bambino” di Mario Pistacchio e Laura Toffanello


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<<Non si invecchia mai un po’ alla volta. C’è un momento preciso, nella vita, in cui ti accorgi che è successo. È una certezza, e non contano gli anni che hai. Capita quando smetti di andare avanti e ti scopri a guardarti le spalle. Scruti il tempo che se n’è andato. Lì dietro sono rimasti i tuoi unici amici, i ricordi, l’illusione che niente possa mai finire davvero.>>

Edito da 66THA2ND, il primo romanzo pubblicato da Mario Pistacchio e Laura Toffanello nel 2014, ha riscosso moltissimo successo ed io, a dire la verità, sono arrivata in ritardo rispetto all’anno di pubblicazione. Ma chi arriva tardi non sempre si perde il gusto, in questo caso, di un ottimo romanzo.
1961, a Brondolo, piccolo borgo veneto, Vittorio, Stalino, Michele, Menego e Ercole si divertono a giocare a pallone nei campi abbandonati, sperando di passare l’estate più bella di sempre. Non sanno però che qualcosa di molto strano e oscuro stava per accadere nel loro tranquillo paesino. Storie di paura, streghe, pesci siluro e cani maghi. Il noir di cui sono protagonisti i cinque ragazzini è coinvolgente, ricco di descrizioni che rendono i paesaggi e soprattutto i personaggi in qualche maniera familiari.
La bellezza di questo romanzo sta nell’immaginario fanciullesco che prende vita nella narrazione in prima persona del protagonista, Vittorio: le paure e le credenze adolescenziali lasciano il posto alla conseguente sconfitta nell’età adulta. Chi di noi non ha mai ricordato con nostalgia e una punta di tristezza i tempi andati?
Ritrovare nei cinque adolescenti la tenerezza di una amicizia pura e inossidabile che viene infine deturpata dall’opprimente catastrofismo e ruvidità degli adulti, trasforma il romanzo in un neonato da cullare e consolare.
“L’estate del cane bambino” è un libro che, onestamente, mi ha commosso. Non succede quasi mai, credetemi, ma il trasporto con il quale vengono narrate le vicende dei cinque amici di Brondolo mi ha attraversato il cuore e la mente.

Trama:
Vittorio Boscolo, ormai in età da pensione, ritorna dopo cinquant’anni nel suo paesino di origine, Brondolo. Proprio lì, nell’estate del 1961, lui, Stalino, Michele, Menego, Ercole e il suo fratellino Narciso, appena adolescenti, giocavano a pallone sfuggendo al controllo dei genitori. Un bel giorno però, Narciso sparì nei campi scatenando sgomento e frustrazione tra gli abitanti. Al suo posto comparve un cane nero, che i ragazzini, convinti che fosse la reincarnazione di Narciso, presero sotto la loro ala. Gli adulti però non credettero alla fantasiosa storia dei fanciulli e decisero di cercare la verità in modo brusco e violento. Che fine ha fatto Narciso? Cinquant’anni dopo, Vittorio trova la risposta e sarà davvero inaspettata.

N.B. E’ uscito il secondo romanzo di Piastacchio e Toffanello, “Requiem per un’ombra”, ora in tutte le librerie!


Autore dell'articolo: Federica Iuso

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