Una caffettiera diversa

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Avete presente la scenetta con il grande Eduardo De Filippo che seduto al balcone parla del caffè?

“Io per esempio, professò, a tutto rinunzierei tranne a questa tazzina di caffè presa tranquillamente fuori dal balcone dopo quella mezz’oretta di sonno che uno si è fatto dopo pranzo…”

Ebbene, ricordate la sua caffettiera? E’ la tipica, fantastica, caffettiera napoletana. Eduardo spiega dettagliatamente come si usa e come si prepara un buon caffè con il suo stile inimitabile.

Per chi ancora non conosce la mitica caffettiera napoletana la scenetta di Eduardo De Filippo può essere utilissima per comprendere il suo valore simbolico, oltre che funzionale. Eh sì perché preparare un buon caffè è prima di tutto un rituale, che ha le sue regole e i suoi trucchi.

Io conoscevo già la tradizionale macchinetta del caffè napoletana; l’avevo vista e avevo potuto apprezzarne la forma particolare e così originale rispetto alla moka che la maggior parte delle famiglie italiane usa.

Eppure non avevo mai visto prima questa caffettiera:

 

Si tratta di un acquisto fatto circa 50 anni fa nei dintorni di Napoli. Ammetto di averla confusa inizialmente per una specie di candeliere. Solo dopo aver poggiato il bricco ho capito il suo funzionamento.

Una specie di macchinetta del caffè domestica rudimentale. O no?

 


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