Virginia Woolf

Virginia Woolf: the pioneer of feminism

Women, who have recklessly challenged the bigoted thought of the period, were those who have, first of all, the characteristics of high intellect. In the Nineteenth century the revolution that was put into effect, was strictly cultural and intellectual. But how it could be happened?

Femininity at the end of XIX century

Women have always had problems with their social condition that surely conducted them to afford with pain and difficulties life and choices. They represent the weak link of the humanity, with their sensitive nature and are always in opposition to the male sex that is the cause of restrictions, limitations and fears. A big literature was built around this “other sex”, that is considered a mystery of all times, analyzed by lots of scholars. If have to make a detailed analysis to understand why women are always regarded as a particularly important element, it is necessary to start from religion. According to the sacred text of Judaism and Christianity, the first woman ever appeared was Eve, the first feminine creature of all times, which represents the example of discord between the man and the highest figure, Lord God. The Bible tells, in the Genesis, about the creation and born of the first woman, born from Adam bones. The history relegates women, guilty of the expulsion from Paradise, in a position of inferiority and eternal damnation. The fault was that she had eaten from the forbidden fruit, falling into the trap of the Sin, embodied in a snake. Lord God condemned the two human beings saying that:

Gonzalo Guerrero e la frontiera dell’identità. Intervista all’autore Stefano Menna

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Ho da poco letto il saggio storico scritto da Stefano Menna “Gonzalo Guerrero e la frontiera dell’identità”, edito da Jouvence, su un personaggio davvero curioso e poco conosciuto in Italia.

Cos’è per Albert Camus una morte nella felicità

Che cos’è, per Albert Camus, «La morte felice»?. E’ una morte in cui il desiderio della felicità si placa, anzi si appaga nella accettazione della « assurda» condizione umana. Questa è una prima definizione di quella morte. Definizione approssimativa, lacunosa, oscura. Come del resto è approssimativo, lacunoso e abbastanza oscuro il romanzo, scritto tra il 1935 e il 1938, e abbandonato per mettere mano a « Lo straniero », il racconto lungo che darà a Camus fama e responsabilità di « maitre à penser ». C’è subito da chiedersi se « La morte felice », non mai pubblicato quando Camus era in vita, abbia una sua legittimità per così dire editoriale adesso che io scrittore è morto. Al suo apparire in Francia il romanzo postumo del teorico de « L’uomo in rivolta » suscitò non poche reazioni contraddittorie. Chi recriminava che il romanzo non fosse rimasto per sempre nel cassetto, e chi sostenne che di una personalità come quella di Albert Camus è bene che si conoscano anche gli intimi inediti, come appunto hanno deciso, con il consenso della vedova, la casa editrice Gallimard e qui da noi Rizzoli.
« La morte felice » è uno di questi inediti, e dichiariamo senza dubbi di sorta che si tratta di un inedito quanto meno suggestivo. Sebbene al livello specifico della poesia, l’opera appare monca, velleitaria e immatura, essa ci permette tuttavia di « leggere » la tormentata preistoria di Camus artista e pensatore. Anzi, per noi è proprio questa immaturità che conferisce a « La morte felice » la sua validità di documento, di autobiografia offerta nella sua patetica forma di confessione.
E’ noto che le esperienze fondamentali di un artista avvengono nella fanciullezza e nell’adolescenza: dopo, non è che un dare espressione ai motivi che cantarono acerbamente e inconsciamente in quel tempo irripetibile.

Giordano Bruno e la Rivoluzione

L’articolo seguente è tratto da “Ricordando Giordano Bruno”, giornale uscito in numero unico il 23 febbraio 1908 a Vasto (CH). “Edito a cura di giovani anticlericali vastesi” riporta la cronaca di una manifestazione che si svolse nella piazza del paese in onore di Giordano Bruno. All’interno del giornale sono state pubblicate una serie di riflessioni sulla società dell’epoca e sul messaggio del filosofo.

Per le nostre donne

L’articolo è tratto da “Ricordando Giordano Bruno”, giornale uscito in numero unico il 23 febbraio 1908 a Vasto (CH). “Edito a cura di giovani anticlericali vastesi” riporta la cronaca di una manifestazione che si svolse nella piazza del paese in onore di Giordano Bruno. All’interno del giornale sono state pubblicate una serie di riflessioni sulla società dell’epoca e sul messaggio del filosofo.

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