Transilvania on the road. DAY-1 la preparazione del viaggio

Ecco a voi il primo post della nuova pagina Racconti di Viaggi. Poche righe, con l’adrenalina che scorre ancora nelle vene, che ci preparano ad affrontare in questo racconto il viaggio in Transilvania!

Riverbero

Riverbero
cadono le nuvole sulla testa dalla terra appena in fiore
primavera sbocciata dalla televisione
luce elettrica come quella serale
abbacina tristezza
solco ineludibile di parole dette da parenti di parto
come amici soliti del mercoledì feriale
ricerca di un argomento luce faro che guidi
con la forza di alzarsi la mattina col piede giusto
allucinante calarsi nel nuovo mondo appena scoperto da coloni idioti
venuti dal mare che puzza di cesso

Ritrovarsi troppo spesso in compagnia di vecchi pensieri che non invecchiano perché non hanno un corpo – su cui misurarsi – non hanno occhi – coi quali guardarsi allo specchio – e lo specchio è sempre stato dentro e loro lo sanno e usano me che li proietto sulle fronti di vecchi amici – vecchi corpi che fermentano dentro un pub con la TV accesa e le canzoni alte del mercoledì passato – a comando dolci note dolci notti e passano ancora e domani le nuvole forse non cadranno perché saranno più leggere – e chi può dirlo – chi avrà il coraggio di lasciar cadere l’idea di se stessi per sentire come cambia il rumore del loro corpo?

ERESIA #2

Il sole batte forte e se la canta da solo. Muore un papa e se ne fa un altro, muore un giorno e se ne fa un altro, muore un cane e se ne fa un altro, muore un altro e ci dispiace per lui, quando non siamo in vacanza. Attorcigliati una cravatta al collo e impara a ruttare in silenzio. Il mondo è pieno di preghiere, alla fine tutte le lingue sono uguali. Il mio corpo è pieno di NICOTINA. E la birra fa male, il vino fa male, la vodka fa male, il caffè fa male, dormire poco fa male, fumare fa male, mangiare poco fa male, stare fermi fa male, stare soli fa male, stare con gente sbagliata fa male, andare al mare alle due fa male, fissare il sole fa male, drogarsi fa male, mangiare roba scaduta fa male. Alle persone non frega un cazzo se tutto fa male, tanto c’è tempo per dormire quando si ha voglia. La musica è morta. ACROSS THE UNIVERSE. Le poesie o sono noiose o incomprensibili, il mediocre saprà darti una spiegazione anche di “Sensation” di Rimbaud, anche se Rimbaud gli darebbe volentieri un calcio nei coglioni per aver frainteso la sua vena. Stronzate inventate dagli editori. Un libro costa troppo, ora che ci penso anche un CD di merda costa troppo. I professori non capiscono l’arte, “L’arte è una gran cazzata (John Lennon)”. I ragazzi hanno i cervelli sedati, potrebbero inventarsi di sana pianta un mondo nuovo, ma preferiscono ribellarsi a quello che c’è con la scusa dell’adolescenza. Ai maiali fa comodo rotolarsi nel fango per emulare le gesta di un cartone animato degli anni 70. Mio nonno ha combattuto in guerra. I giovani di una volta erano già vecchi, i giovani d’oggi non servono a niente, i giovani di domani devono ancora esistere. Sarete voi i futuri adulti, seconda elementare. Sarete voi i futuri adulti, terza media, NEL frattempo in prima elementare entravano in grembiule i futuri adulti. Al rogo venivano bruciate le donne, a un inquisitore una notte di aprile venne in mente di smetterla di bruciare le donne altrimenti non poteva più divertirsi con la moglie del collega, si battè per i diritti delle donne, divenne il simbolo della rivoluzione sociale, ci pensò bene e decise di farsi castrare e indossare una parrucca fluorescente. Oggi le donne e gli uomini sono praticamente uguali. E i nazisti in coro dicono che ci avevano avvertiti, che non siamo tutti superuomini, anzi, chi non lo è si riconosce dalle basette. Hai le basette corte? Allora sei un uomo qualsiasi. NON HAI LE BASETTE? Allora non sei un uomo. Anche le donne hanno le basette. Hai le basette folte? Allora sei un superuomo che può volare e fare la pipì sulle nuvole. Hai diritto ad una divisa blu pastello e una casa quadrata. Il violino piange, la chitarra elettrica urla, il pianoforte parla, il mandolino si lagna. Alien Ginsberg. AMEN. Dipende dal contesto, le citazioni non hanno nessun valore, anche le citazioni sono letteratura, anche una ricetta è letteratura, anche un romanzo è letteratura. FRANZ. La poesia perfetta è una pagina bianca. Abbiamo sempre bisogno di nuovi miti, non si può confondere la religione con quattro o cinque uomini coi capelli lunghi che cantano in coro, mangiano insieme e incidono dischi. Anche il papa ha inciso un disco. Anche Manzoni avrebbe inciso un disco se avesse comprato quel maledetto liuto alla bancarella della fiera del paese. Scegli, o le sigarette o una copia di Rolling Stone. Scegli, o la tua ragazza o i Beatles. Scegli, o lavorare o studiare per lavorare. MY SWEET LORD. La filosofia, la filologia, la fisiologia, la filosolologia. Un cimitero in mezzo alla strada, all’angolo un negozio di animali. Sono cristiano, di nome e di fatto, seguo i famigliari con lo stomaco pieno dopo il cenone. Il vento fa quello che cazzo vuole, siamo ridicoli quando ci laviamo prima di passeggiare in centro.

Tu intanto muori

Al di là del dimostrare la pena, non agli dei, e il difetto di dimostrarla in tutto, su di un gesto che sa di Pena-morte; dopo l’energia, comunque, questa morte deve essere grande. Deve generare anzi un nuovo Governo. Deve fare pena dopo l’energia, è là che stupirà col suo essere tutto. Quanta pena tratta dalla morte…Qui, morte, Questa, tutta, questa dimostrata signora. Anzi, introdotta e applicata.

Fernando Pessoa: Porto addosso le ferite di tutte le…

Fernando Pessoa“Porto addosso le ferite di tutte le battaglie che ho evitato” (Fernando Pessoa)Quanto è vera questa frase dei grande poeta portoghese Fernando Pessoa? Ogni giorno ognuno di noi si ritrova a dover affrontare delle battaglie, con le quali ci si può misurare, magari perdendo rovinosamente senza nemmeno poter affidarci a una scusa. Ma quando si accetta la battaglia si può vincere o perdere, ma solo dopo aver lottato, spremendo se stessi fino all’ultima goccia. Le ferite della sconfitta sono quindi testimonianze di quanto è stata dura la battaglia, a prescindere dal risultato ottenuto; queste ferite si rimarginano presto, appena ci si tuffa in una nuova lotta.

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