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RACCONTO. CHI HA COSTRUITO QUELLA CASA E’ UN COGLIONE

L’orologio appeso al muro segnava più o meno le due e mezza di pomeriggio quando il signor Antonio entrò nel bar. Parcheggiata la sua panda grigia alla meno peggio, in divieto di sosta, salutò senza ricevere risposta e si infilò nel locale. Per il viale non c’era un’anima. “Una birra” chiese quasi sottovoce; il barista staccò gli occhi dallo smartphone, si alzò, tirò una bottiglia dal frigo. Finita la birra il signor Antonio era già sulla soglia del bar con una sigaretta in bocca.

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RACCONTO. CRONACHE PENDOLARI. Il coraggio a metà

Ci hanno dato un sacco di legnate in testa per essere così come siamo. Sotto una pensilina improvvisata aspettiamo pullman come traghetti infernali e il tempo lo freghiamo meglio fissando le crepe egli strati dell’asfalto. 

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Poesia. LA STIRPE (degli uomini)

In questi giorni in cui il razzismo sembra aver drogato le menti di molte persone, voglio condividere con voi una mia poesia, scritta qualche tempo fa.
Molti son li animali a cui s’ammoglia, scriveva Dante riferendosi alla criptica lupa, simbolo della cupidigia. Io penso che il razzismo sia un pò come quel peccato: implacabile e corruttore, che in questi anni di crisi serva a qualcuno per trovare una soluzione superficiale ai veri problemi della società. 
Allego la pagina del mio taccuino, mi piace che si legga la grafia originale di una poesia, trovo il tutto incredibilmente autentico. Del resto attraverso la grafia ci si avvicina di più al messaggio.

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Racconti

Come un truffatore che pensa di aver fregato un babbeo

Rimettersi a suonare la chitarra a 27 anni, dopo che l’avevi sepolta in garage tra addobbi natalizi e ombrelloni ripiegati non è una bella sensazione. Specie dopo che avevi detto a tutti che con la musica, serate, impianti, scalette e accordi non volevi più cimentarti. Lì per lì è stata una bella sensazione: smettere con il rock in garage significava fare un grande passo verso la maturità (mondo del lavoro, soldi, impegni e responsabilità). 

E invece eccoti, a cedere alle proposte di un tuo amico che ti invita a suonare con lui “chitarra e voce e stop” per mettere in tasca un biglietto da 50 euro a testa “Mica due soldi” e esibirti in bar e locali di paese frequentati da “Tanto vogliono solo ascoltare il sottofondo mentre bevono l’aperitivo”. 

Mica male, penso, e subito faccio un paio di calcoli al volo: se guadagno 30 euro per 7 ore, 50 in due ore e mezzo è una specie di sogno americano. E ci sto.

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Pensieripier paolo pasolini

L’autografo di Pasolini

Il libro più prezioso che ho è senza dubbio “Le Ceneri di Gramsci”, seconda edizione Garzanti, con l’autografo di Pier Paolo Pasolini. 

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Pensieri

La passione del conservare i quotidiani

Non ricordo quando è nata in me la passione del conservare le copie dei quotidiani che riportavano notizie importanti, del resto non posso considerarmi neppure un collezionista incallito.

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Pensieri

Perchè stimo J-Ax

Ho ascoltato una delle nuove canzoni di J-Ax dal titolo “Intro”. Cazzo, raramente un artista si toglie la sua corazza e decide di raccontare al microfono la sua vita. Ricordo di aver avuto tra le mani uno dei primi album degli Articolo 31, quando frequentavo le elementari. Allora cantavamo le canzoni di J-Ax e Dj Jad come filastrocche, eravamo ancora lontani dal capire bene quelle rime. Era il 1994 o 1993, ascoltavamo “Strade di Città”: due ragazzi che dicevano la verità, la loro verità. E’ passato tanto tempo da allora, oggi J-Ax è un cantante maturo e autore di autentici capolavori della musica italiana. Gli si sarà anche “ingrigito il pelo” ma con questo pezzo è nato per la seconda volta. In “Intro” ritrovi la stessa impronta di pezzi come “Sono Fuori” o “Nessuno”, un esempio per chiunque voglia mettersi in gioco, senza scuse, contando solo su se stesso.

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Racconti

Il cliente bisogna saperlo trattare

La ragazza del bar mi guarda sorridente, ma capisco che quello è il mio ultimo pomeriggio da barista. Mandata a fanculo la mia carriera di giornalista di paese, poteva essere un’occasione per rivedere banconote nel portafoglio, dopo mesi di penuria passati a contare i centesimi per arrivare all’euro. Mi presento al colloquio e mi aspetta il tizio che si occupa del personale. Accanto a lui sfrecciano ragazze con scatoloni, lattine e bottiglie. Ci sediamo nella penombra assoluta. Mi chiede subito che esperienza ho nel settore, gli rispondo che ho lavorato come cameriere per un paio di estati in un albergo, quindi ho preparato anche caffè e cappuccini. “Si, si, ma il bar è diverso dall’albergo” dice lui tentando a quarant’anni di giustificare la sua posizione conquistata nella società “nel bar c’è il rapporto col cliente, bisogna saperlo trattare”. Annuisco e assecondo le sue panzane.  Mi dice di presentarmi alle sette del giorno successivo. 

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Pensieri

Un paio di poesie scartate dal concorso de La Stampa

Ho inviato un paio di poesie per partecipare al talent riservato ai “poeti della domenica” indetto dal quotidiano La Stampa. Non sono state selezionate nemmeno tra le 80 “degne di menzione”. Ho un opinione ben chiara della poesia e capisco come possa piacere o no al lettore. Dipende da svariati fattori. Ho letto persino sul web commenti di altri poeti della domenica esclusi, incazzati per come la giuria ha valutato i loro componimenti. A me sinceramente non interessa granchè: una poesia può piacere o non piacere, tutto qua.
Le incollo, magari a qualcuno perso nel web capiterà di leggerle e, perchè no, potrà apprezzarle o sputarci sopra. 

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