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pier paolo pasolini

Pasolini e la nascita della lingua italiana “tecnologica”

Pasolini fotografato da Dino Pedriali

Pasolini fotografato da Dino Pedriali

“L’italiano è sempre stato una lingua letteraria […] con l’unità nazionale tale lingua letteraria […] è divenuta la lingua dei rapporti nazionali, è divenuta la lingua media della nazione. Ma non è mai stata una vera e propria lingua nazionale […] essa è stata semplicemente della borghesia. Cioè la lingua di una classe che la usava per i propri interessi economico-politici e per i propri pretesti culturali […] imponendola dall’alto alle altre culture sociali, come una lingua straniera. […] e i mezzi di diffusione, oltre alla scuola umanistica e piccolo-borghese (1), sono state le infrastrutture di base, l’esercito, la ferrovia, i giornali ecc. Il latino era sempre stato il grande modello della lingua: ora tale modello era “borghesizzato” attraverso lo spirito burocratico-statale”.

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pier paolo pasolini

Pasolini “Il desiderio di ricchezza del sottoproletariato romano”

La precaria coesistenza tra industrializzazione e miseria che Pasolini avverte a Roma già nei primi anni cinquanta si evolverà, in un disarmante cambio di mentalità da parte degli abitanti di quei quartieri, nel decennio successivo.

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Approfondimentipier paolo pasolini

Il miracolo economico italiano (1952-1963)

cucina_anni50Agli inizi del 1950 l’Italia era ancora un paese sostanzialmente sottosviluppato. L’agricoltura continuava a rappresentare il più importante settore di occupazione, nel 1951 il 42,2% della popolazione azione lavorativa rientrava nella categoria -agricoltura, caccia e pesca-. Meno del dieci per cento delle case italiane, nel 1951, possedeva acqua potabile, elettricità e servizi igienici interni. Le industrie, tutte concentrate a nord della penisola, mostravano i primi segni di sviluppo nei settori dell’automobile, dell’acciaio e dell’energia elettrica e le strutture delle emigrazioni erano le medesime del primo dopoguerra, anche se diminuisce il numero di italiani che parte in direzione di paesi extraeuropei (es. Argentina) per recarsi invece in Europa o nelle regioni settentrionali della stessa Italia.

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