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Libri

“Spiragli” di Emanuele Martinuzzi. Recensione

Ho il piacere di recensire un libro di poesia dal titolo “Spiragli” del poeta Emanuele Martinuzzi. “Ho il piacere” perché non capita tutti i giorni di leggere poesie così cariche di vita, incastonate nello spazio apparentemente infinito delle pagine bianche.

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Gioielli

Pasolini – La ballata delle madri


Mi domando che madri avete avuto.
Se ora vi vedessero al lavoro
in un mondo a loro sconosciuto,
presi in un giro mai compiuto
d’esperienze così diverse dalle loro,
che sguardo avrebbero negli occhi?
Se fossero lì, mentre voi scrivete
il vostro pezzo, conformisti e barocchi,
o lo passate, a redattori rotti
a ogni compromesso, capirebbero chi siete?

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Pensieri

Riverbero

Riverbero
cadono le nuvole sulla testa dalla terra appena in fiore
primavera sbocciata dalla televisione
luce elettrica come quella serale
abbacina tristezza
solco ineludibile di parole dette da parenti di parto
come amici soliti del mercoledì feriale
ricerca di un argomento luce faro che guidi
con la forza di alzarsi la mattina col piede giusto
allucinante calarsi nel nuovo mondo appena scoperto da coloni idioti
venuti dal mare che puzza di cesso

Ritrovarsi troppo spesso in compagnia di vecchi pensieri che non invecchiano perché non hanno un corpo – su cui misurarsi – non hanno occhi – coi quali guardarsi allo specchio – e lo specchio è sempre stato dentro e loro lo sanno e usano me che li proietto sulle fronti di vecchi amici – vecchi corpi che fermentano dentro un pub con la TV accesa e le canzoni alte del mercoledì passato – a comando dolci note dolci notti e passano ancora e domani le nuvole forse non cadranno perché saranno più leggere – e chi può dirlo – chi avrà il coraggio di lasciar cadere l’idea di se stessi per sentire come cambia il rumore del loro corpo?

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Gioielli

Percy Bysshe Shelley – Anime gemelle

Sono come uno spirito
che nell’intimo del suo cuore ha dimorato,
e le sue sensazioni ha percepito, e i suoi pensieri
ha avuto, e conosciuto il più profondo impulso
del suo animo: quel flusso silenzioso che al sangue solo
è noto, quando tutte le emozioni
in moltitudine descrivono la quiete di mari estivi.
Io ho liberato le melodie preziose
del suo profondo cuore: i battenti
ho spalancato, e in esse mi sono rimescolato.
Proprio come un’aquila nella pioggia del tuono,
quando veste di lampi le ali

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Pensieri

Tu intanto muori

Al di là del dimostrare la pena, non agli dei, e il difetto di dimostrarla in tutto, su di un gesto che sa di Pena-morte; dopo l’energia, comunque, questa morte deve essere grande. Deve generare anzi un nuovo Governo. Deve fare pena dopo l’energia, è là che stupirà col suo essere tutto. Quanta pena tratta dalla morte…Qui, morte, Questa, tutta, questa dimostrata signora. Anzi, introdotta e applicata.

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Gioielli

Come si diventa poeti?

Il bacio della musa

Il bacio della musa

Come si diventa poeti? Una domanda veramente complicata, resa ancor più complessa dalla difficoltà di definire il mestiere di poeta. Chi è il poeta? Cosa fa? 

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GioielliSenza categoria

Gioielli

Quante maschere e sottomaschere noi indossiamo…(Pessoa)

 Quante maschere e sottomaschere noi indossiamo
Sul nostro contenitore dell’anima, così quando,
Se per un mero gioco, l’anima stessa si smaschera,
Sa d’aver tolto l’ultima e aver mostrato il volto?
La stessa maschera non si sente come una maschera
Ma guarda di fuori di sé con gli occhi mascherati.

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Lettura Zapping

Allen Ginsberg e la trasformazione della prosodia nel 900

6a00d8341bfda753ef00e54f56e3eb8834-640wi“Nello stesso tempo, nella storia c’è stata una rivoluzione universale. In Russia Majakovskij ha spezzato tutte le forme dei versi, tutte le forme della prosodia. Credo che in Italia lo hanno fatto probabilmente poeti come Ungaretti e Marinetti: i futuristi hanno sfondato in forme di prosa-poesia o hanno gridato forme di manifesti. In Francia ci sono stati Apollinaire e il Dada internazionale, di rincalzo a Rimbaud e Laforgue, che hanno restituito la poesia a ritmi molto più variati. 
La chiave della trasformazione della prosodia all’inizio del XX secolo e che dovunque ci fosse questo sfondamento al di là della vecchia forma, l’ispirazione era la parlata reale, il ritmo della parlata reale. 

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