STORIELLE. Papero & Papero – LA MATITA –

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Papero & Papero, disegnati da me

Frequentavo il liceo quando, tra una lezione noiosa e un’interrogazione, iniziai a scrivere filatrocche sulle pagine del diario scolastico.
Divertendomi a trovare le rime, ricamandoci una storia, scelsi due paperi come protagonisti (rifacendomi a coppie celebri come Stanlio e Ollio, Gianni e Pinotto ecc.). Non sapendo come chiamare i due pennuti optai per un semplice Papero & Papero. Riporto qualche filastrocca, anche se devo ammettere che l’idea di continuare a inventare storie con loro mi ha sempre solleticato.

LA MATITA

Una notte di luglio senza luna,
vicino al mare dietro una duna,
papero e papero dormivano beati
coi cappelli in testa e vicini sdraiati;

ma un rumore sordo all’improvviso
fece loro impallidire il viso,
davanti allo scoglio rideva contento
un corvo nero, vecchio e corpulento:

-Che vuoi? Brutto corvaccio?-,
-Sono il padrone di questa duna,mica un pagliaccio!-,
-avanti, Dimmi cosa vuoi e fatti capire-,
-calma calma e state a sentire:

-Codesta duna lo san tutti che è privata-,
-E chi lo dice?tu?Con quel becco a patata?-,
-Si SI, se volete qui restare a me dovete pagare!-,
-Ma va via e smettila di urlare!-.

Ma il corvo tranquillo si sedette vicino a loro
mentre il papero più grosso ronfava come un toro.
-Sveglia il tuo amico e sparite da qui-,
-no,Non ci muoveremo, nè io nè quello lì-.

Passarno due ore e ancora niente,
il corvo iniziava a essere impaziente:
-datemi i soldi e facciamola finita-,
-Non abbiam nulla tranne questa MATITA-.

Dopo un pò il corvo in silenzio se ne andò
mentre il papero più piccolo così lo insultò:
-Non farti più vedere brutto furfante-,
-Ne riparleremo, zucchina parlante-.

Fece l’alba e ancora stanchi e assonnati
i due paperi si alzarono per niente riposati: 
-Quel corvo ci voleva imbrogliare!
Ma con noi non c’è nulla da fare-

Oltrepassata la duna furono subito fermati
da due galli in divisa con due ceppi armati:
-Cosa fate qui non vedete i cartelloni?
adesso pagate la multa brutti furbacchioni-.

infatti a MATITA una frase vi era su scritta:
“é proprietà privata da qui a quella bitta,
-Dannato corvo ci ha fregato ancora!
maledetto Uccellaccio della malora!-.


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