Ho ucciso un uomo a Reno – di Charles Bukowski

Gioielli

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Nella raccolta Storie di ordinaria follia – Erezioni Eiaculazioni Esibizioni – c’è un racconto, un po’ diverso dagli altri, dal titolo Ho ucciso un uomo a Reno. Diverso perché Charles Bukowski non vi nasconde la sua condizione esistenziale dietro eccessi, situazioni rocambolesche e scioccanti: in quel racconto Henry “Hank” Chinasky scrive realmente chi è.

Lo fa già da subito, dalle prime righe. In terza persona, in maniera apperentemente distaccata, elenca una serie di intense osservazioni che appartengono alla sua scrittura e, soprattutto, alla visione che lo scrittore ha di sé.

Bukowski pianse quando Judy Garland cantò al Philarmonic di Nuova York; Bukowski pianse quando Shirley Temple cantò I Got Animal Crackers in My Soup; Bukowski ha pianto in squallidi albergucci; Bukowski non sa vestire; Bukowski non sa parlare; Bukowski ha paura delle donne, Bukowski ha lo stomaco in cattivo arnese, Bukowski è pieno di terrori, odia i vocabolari, le monache, le monete, gli autobus, le chiese, le panchine del parco, i ragni, le mosche, le pulci, i depravati; Bukowski non ha fatto la guerra. Bukowski è vecchio, Bukowski non fa volare un aqulone da 45 anni; se Bukowski fosse una scimmia lo caccerebberò via dalla tribù…

La vicenda di Ho Ucciso un uomo a Reno, che vede Bukowski alle prese con un incontro a lungo rimandato con un suo vecchio amico Jim è arricchita da questo flusso di coscienza. Per altre tre volte lo scrittore inserisce queste considerazioni, come se volesse marcare più nettamente la differenza con l’altro personaggio, che è il suo esatto opposto.

Per Bukowski Topolino è un nazista; Bukowski ha fatto il pagliaccio alla fagiolata di Barney; Bukowski ha fatto lafigura del somaro alla tavernetta di Shelly; Bukowski è geloso di Ginsberg, Bukowski è invidioso della Cadillac mod. ’69, Bukowski non capisce Rimbaud, Bukowski si pulisce il culo con la carta da pacchi, BUkowski sar morto tra 5 anni, è dal 1963 che Bukowski non scrive una poesia decente, Bukowski ha pianto quando Judy Garland….ha ucciso un uomo a Reno

Jim lo aveva conosciuto in una delle sue innumerevoli esperienze lavorative; poi le loro strade si sono divise. Ma lo scrittore, nonostante le sue paranoie e il suo aspetto, è orgolgioso di non aver “venduto i coglioni al macellaio”. Ecco il motivo della sua ostentata superiorità intellettuale, in contrasto con il suo aspetto trasandato, che gli fa dimostrare 15 anni più di lui, nonostante fosse più grande di 5.

Sarà servito a qualcosa non “vendersi”, rimanendo fedele a se stesso? Bukowski ottiene una specie di offerta di lavoro da quel tipo, che non vedeva da 10 anni, che mostra di vivere un’esistenza agiata. Il giorno successivo lo aspetta una gita in panfilo con un amico. Hank invece entra in un bar, beve e ha un rapporto sessuale con una donna vista nel locale. Ha imparato la lezione: non risponderà più al telefono.


One Reply to “Ho ucciso un uomo a Reno – di Charles Bukowski”

  1. agenda19892010 ha detto:

    Le “storie” pubblicate da Feltrinelli nel 1972 sono indubbiamente il meglio di Bukowski e ha spianato la strada per il marketing successivo (non intenzionalmente ). Grazie per il post ☺.

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