LETTURA ZAPPING. J. Conrad e Jovanotti “La linea d’ombra” -LA RESPONSABILITA’

Gioielli

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Già, dovevo far fronte a un bel po’ di problemi che erani preziosissimi come “esperienze”. Tutti tengono in grande considerazione i vantaggi dell’esperienza. Ma a tal riguardo bisogna dire che l’esperienza significa sempre qualcosa di sgradevole, che s’oppone all’incanto e all’innocenza delle illusioni.
Le mie illusioni, debbo dire, stavo perdendole in fretta. Ma non mi dilungherò su tutti gli istruttivi problemi a cui mi trovai di fronte, se non per dire che potrebbero riassumersi in una sola parola: “ritardo”.
Un’umanità che ha inventato il detto “il tempo è denaro” potrà ben capire la mia irritazione. La parola “ritardo” s’infilò nella camera segreta del mio cervello, ivi echeggiò come una campana a morto che ossessioni l’orecchio, e fece breccia nei miei sensi, assunse una coloritura nerastra, un sapore amaro, un significato mortale.

Di tutta la storia de “La linea d’ombra” di Joseph Conrad il dialogo interiore del protagonista fornisce indizi unici e incredibilmente efficaci per comprendere la tensione, presente in ognuno di noi, che si materializza nel momento in cui ci rendiamo conto che siamo soli nel mondo, a guidare la nostra vita.

Il protagonista diventa (quasi per caso) capitano della nave Orient, su di lui quindi avanza un bel carico di responsabilità. Il suo viaggio verso Singapore diventa un viaggio verso l’età adulta. I rischi, gli ostacoli, i litigi diventano tappe imprescindibili per abbandonare le illusioni giovanili.

Nel frammento del romanzo il protagonista è sul punto di abbandonare i pensieri e le certezze che fino a quel momento lo avevano condizionato nella sua vita. Soltanto attraverso il rischio diventerà finalmente un uomo.

Unknown-2Vi propongo anche una canzone, intitolata “la linea d’ombra” di Jovanotti, inserita nell’album “L’albero” del 1997. Il brano richiama la vicenda del romanzo e, per tornare sul dialogo interiore del protagonista, è utile ascoltare anche come lo interpreta Jovanotti.

Mi offrono un incarico di responsabilità mi hanno detto che una nave c’ha bisogno di un comandante mi hanno detto che la paga è interessante e che il carico è segreto ed importante il pensiero della responsabilità si è fatto grosso è come dover saltare al di là di un fosso che mi divide dai tempi spensierati di un passato che è passato saltare verso il tempo indefinito dell’essere adulto di fronte a me la nebbia mi nasconde la risposta alla mia paura cosa sarò dove mi condurrà la mia natura?

 


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