LETTURA ZAPPING. “Addio alle armi” di Hemingway. Prima di tornare al fronte

Gioielli

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C’è un momento del romanzo di Ernest Hemingway “Addio alle armi” che mi è parso molto emozionante.
SI tratta dell’ultima notte del protagonista in compagnia dell’infermiera Catherine. 
Dopo essere guarito, poco prima di tornare al fronte dove infuriavano i combattimenti della grande guerra, decide di acquistare una pistola (la sua l’aveva perduta) e si reca in un’armeria. Lo scambio di battute tra lui e la donna sembra spensierato, nonostante l’incombere della guerra.

La via era stretta e ci tenevamo sulla destra. Molta gente camminava nella nebbia, illuminata dalle vetrine dei negozi. Ci interessò una pila di formaggi. Poi mi fermai davanti a un armaiolo.
– Entriamo un momento, devo comperare qualche cosa per sparare. –
– Per sparare? –
– Una pistola. – Entrammo. Slacciai il cinturone, lo deposi con la fondina vuota sul banco e le commesse mi mostrarono delle pistole.
– Deve entrare qua dentro – dissi aprendo la fondina. Era una bella fondina di cuoio grigio, presa di seconda mano per portarla in città.
– Hanno delle buone pistole? – domandò Catherine.
– Su per giù sono sempre le stesse. Posso provare questa? – domandai.
– Qui non si può provarla – disse la commessa.
– Ma è un’ottima pistola. Farà sempre centro con questa. –
La feci scattare e tirai indietro il grilletto, la molla era piuttosto dura, ma poi dolce allo scatto. Mirai, feci scattare di nuovo.
– E’ già stata adoperata – disse la donna. – Era di un ufficiale. Un ottimo tiratore. –
– L’aveva venduta lei? –
– Sì. –
– E come l’ha riavuta? –
– Dal suo attendente. –
– Forse la riavrà di nuovo – dissi. – Quanto costa? –
– Cinquanta lire. Pochissimo. –
– Bene. Mi dia anche due caricatori e una scatola di cartucce. –
Li prese di sotto al banco.
– Non le serve una sciabola? – domandò. – Ho delle sciabole usate a buonissimo prezzo. –
– Vado al fronte – dissi.
– Oh, allora non ha bisogno di sciabole. – 
Pagai, riempii il caricatore e lo misi al suo posto, infilai la pistola nella fondina, riempii gli altri caricatori e li collocai negli astucci sulla fondina che poi attaccai al cinturone. La pistola pesava molto sul cinturone. Ma è sempre meglio una pistola d’ordinanza. Non capita di non trovare le cartucce. 
– Ora sono in ordine con le armi – dissi. – Era la sola cosa che dovevo prendere. La mia pistola è sparita mentre mi portavano all’ospedale. –
– Spero che questa andrà bene – disse Catherine.
– Proprio non ha nient’altro da prendere? – domandò la donna. 

– Credo di no. –
– Non le serve un fischietto? –
– Non credo. –


Poco dopo i due si recano in albergo. Ad attendere il protagonista al momento della partenza per il fronte c’è una carrozza. 

Vedemmo avvicinarsi la carrozza e si fermò all’angolo. Il cavallo teneva reclinata la testa sotto la pioggia. Il cameriere scese, aprendo l’ombrello, e venne verso l’albergo. Lo incontrammo sulla porta. La carrozza aspettava: l’acqua scorreva dal marciapiede e formava un rigagnolo.
– Il pacco è sul sedile – disse il cameriere. Restò a guardarci, sotto l’ombrello, finchè non fummo a posto. Gli diedi la mancia. – Mille grazie. Buon viaggio – disse. Il vetturino tirò le redini e il cavallo si mosse. Il cameriere tornò in albergo. Dalla nostra piccola strada svoltammo a sinistra e poi a destra nella piazza e arrivammo alla stazione. Due carabinieri erano fermi appena al riparo, la luce dei fanali si rifletteva sui grandi cappelli. La pioggia scendeva trasparente sullo sfondo luminoso della stazione. Uscì un facchino inarcando le spalle sotto l’acqua.
– No – dissi, – grazie. Non serve. –
Tornò sotto il portico. Guardai Catherine, il suo viso rimaneva nell’ombra. – E’ il momento di salutarci. –
– Non posso entrare con te? –
– No. Ciao Cat. –
– Digli che mi porti all’ospedale americano. –
– Sì. –
Diedi l’indirizzo al cocchiere e accennò di sì.
– Ciao – dissi. – Abbi cura di te e dell’altra piccola Catherine. – – Sì. Ciao caro. –
– Ciao. – Scesi, e la carrozza si mosse. Catherine si sporse: vidi il suo viso nella luce. Sorrideva agitando la mano. La carrozza si allontanava, vidi Catherine accennare con la mano verso il portico. Guardai, c’erano solo i carabinieri. Certo voleva che mi riparassi. Mi riparai e restai a guardare la carrozza finchè svoltò. Poi m’avviai al treno.

L’immediatezza dello stile di Hemingway, senza giri di parole, diretto, efficace, rende lo scambio di battute più carico di emotività. Non è difficile immaginare questi due personaggi guardarsi negli occhi e pronunciare parole di circostanza, senza alludere all’incertezza del loro futuro in un momento storico terribile.


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