POESIA. Assolo

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Il vento soffia come un bambino sulle candele, funerei totem che matematizzano l’esistenza.
Caldo fuoristagione di stagioni inventate dalgli uomini.
La nostra vita è tra parentesi.
Oggi ho letto Marx. E’ difficile leggere Marx.
Ci vorrebbero due vite per capire alla lettera Marx.
Ogni giorno è una vita
la somma dei giorni
le settimane
i mesi
gli anni
i nonni
Per esserci devi dire qualcosa, qualunque cosa o non ci sei
Quando si prende confidenza con la solitudine
gli altri sono di troppo. Sbirciare l’orologio.
Che ore saranno domani?
Da bambini si vive un attimo in cui si realizza il mondo
ma subito dopo quell’attimo lo fanno apparire diverso
difficile
insopportabile
complicato
da capire
da morire
la banalità di un amore
gonfiato fino a scoppiare di luoghi comuni
di film in prima serata anni 80
di telenovelas con le donne con i capelli cotonati
di entrare e uscire dalla porta
di pensieri ad alta voce con la mano sul tavolo e una sul mento
Di me non resterà nulla
o forse la poesia, come diceva Pier Paolo
Ma Pier Paolo è morto senza un perchè
come i gatti
che restano sempre uguali
fino a morire per una polpetta avvelenata
o sotto la ruota di un motorino
guidato finalmente da un adolescente.
Luce dei miei occhi
che io non vedo riflessa
ma la immagino pura
dallo schermo di un social,
pieno di informazioni pubblicitarie,
a messa il prete lo ha detto:
di non parlare alle spalle
ma lui lo sta facendo,
e parla di chi non è a messa.
Ho bisogno di soldi
il prete ha bisogno di soldi
Se domani sparissero i soldi
tutto il mondo sarebbe muto,
un eccezionale silenzio prolungato
di mezz’ora

……………………………

…………………………….

……………………………..

………………………………

…………………………………

tutti zitti

a guardarsi in faccia

e adesso?


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