POESIA. Domani mattina mentirò

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Egon Schiele, Mime van osen 1910

La veglia dei nervi che tacciono
se il vento si alza dietro i veti
delle finestre al chiaro di luna

Loro, riuniti illuminati
dalla luce fioca di tre candele
Ventagli di nuvole blu,
sugli zigomi di un pomeriggio debosciato inoltrato
stanchezza salda al suo posto,
che è il mio posto

Lettere sdoppiate per falsità latente
ad ogni angolo di questa strada del cazzo

Vibra pure il succo d’arancia
e domani mattina mentirò


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